METROSPETTIVITA’: TO BE OR NOT ?

(Tower, N. Ceccoli)
(Tower, N. Ceccoli)

I fumi sporgono su linee orizzontali.

In estensione, verticali, s’ergono come propensioni visuali.

Finestriche. D’ante. O occhiali prospettici. Le umane persone godono d’ampi diritti, doverosamente prefissati, per dovere agiscono, per dovere si astengono, per diritto pretendono. Non ampi. Non tutti. Tra umanità vantate e umanità sepolte vi è ampia differenza, nel riconoscimento. Tra umanità vantata, sepolta e non attribuita, vi è distinzione. Non umana è persona con facoltà cognitive al di sopra “dell’animalesca norma”, non umano, ma persona, è orango e delfino. Ma, se non umano, cognitivamente avanzato e persona, è l’orango ed il delfino, come definire quel(l’individuo) umano dalle ordinarie facoltà e scarsa, o assente umanità?
Dubbi, domande da the-time.

(A friend in Need, C.M.Coolidge, 1903)
(A friend in Need, C.M.Coolidge, 1903)

Tisane, depurative, digestive per il pensiero. Con la facoltà che lo stesso, pensiero, diventi come gli spazi metropolitani. Collettivizzato. Lo spazio collettivo è aria condivisa, frammentata, equamente spartita. E se le impressioni di settembre scivolano tra pagine e gocce. Di memorie.

Gocce, lente e costanti. Se, la pioggia, risulta purificata, ingrigita. Allora, aspirare una metropoli conferisce percezioni.

(Alessandro Sanna)
(Alessandro Sanna)

Di auscultazioni parziali e multiple, quartieri mentali, labirinti dalle proporzioni variabili e le dimore, in esse immerse, aspiranti Arianne. Anime pulsanti. E queste, distinte. Da plurimi lampi, o fili. Finestre, o punti, di diversificate visioni. E visibilità. Osservare da un punto equivale divenire oggetto d’osservazione di mille e più punti. Che sono altrui e propri. Che sono finestre, fili, lampi, riflessi.

Specchi, di animi aspiranti l’azzurro.

 

(Cult stories, N. Ceccoli)
(Cult stories, N. Ceccoli)

Goylì Goylà

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