FOUR ROSES

 unnamed

L’identità dei luoghi è giglio sfoltito

dai petali scivolanti in

vuote piscine deserticamente

immerse.

Cupola iridescente, o più.

Cupole. Impilate in autostrade dal

giraffico collo.

L’identità dei luoghi è una bottiglia

stretta, garage intirizzito,

scomposto, sovraffollato.

L’identità è un concetto respirante,

connesso, crescente, dialogante

cigno dalle incatramabili piume,

fruibili.

È straniera, come ape su bicchieri

obliati.

Rosa quadripartita,

fluente in gola. Spina per spina

s’appunta tra morbide pareti.

L’identità è tetra, triplice e i

Luoghi, rombi scomposti dai venti e

cenere cui ritornare.

È sirena, emersa dai flutti d’una

centrifuga lambente le coste del

Nulla, luogo del mai,

sinistra mano in potenza

scacciante la congiunzione

destrorsa, aborrito atto.

Aborto,

d’un propiziatorio salto nella

sacralità fiammante.

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Goylì Goylà


  • L’immagine d’apertura è “Four Roses“, quadro (olio e acrilico su tela) di ItyArt;
  • La foto in calce è tratta dal film “Withnail and I”, 1987.
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