CHANSON NOCTURNE

(Festa finita, Sandra Batoni)
(Festa finita, Sandra Batoni)

 

 

Pizzica la corda congedata e il volo dell’arazzo s’incunea tra rettangoli sbarrati. Pizzica la corda e batte la nota. Su una cifra annuale il tempo fugge. Raddoppia e avanza deteriorando oniriche frazioni.

4/8/0/2/1/5/3

Frastagliato si erge il vociare come d’un costone il profilo, acuto e spinoso. Frammentato. In cubiche contorsioni. Da palingenesi. Da anestesie. Il vociare rimbomba, il vociare.

“E se gli astri sorridenti si affacciano ai giocolieri e ai colori”

 

(Notturno, G.P.Dulbecco, 2009, )
(Notturno, G.P.Dulbecco, 2009, )

E, se.

Verso l’angolo, dietro il battente, indietro, si terrà il dubbioso carico di morsi e serpi in petto. Eppure pizzicherà la corda eppure batterà la nota.

“Eppure”.

Eppure a Ukok*riposa la regale distesa tra sete e nobili segni. Eppure destata ella riposa e riposerà nella magia dei morbidi segni. E se gli accordi e i canti si annodano ai passi d’una giravolta, altri accordi e altri canti lasceranno passare fiumi svuotando piene, riempiendo vuoti. Eppure i canti, eppure gli accordi, eppure pizzicata la corda in suono renderà le note germoglio, eppure, in doglianza e in estasi, il volo e il germoglio si estenderanno.

 

(Gelsomino notturno, Fabrizio Costanzo, 2010)
(Gelsomino notturno, Fabrizio Costanzo, 2010)

Goylì Goylà


* Principessa di Ukok, o Mummia dell’Altai, Siberia.

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